Kryon/Lee Carroll - Wo e la Musica - McCloud, 29 giugno 2019
Kryon canalizzato da Lee Carroll
McCloud, 29 giugno 2019
Wo e la musica
tradotto da Leonardo Luca
revisione di Deva Mati
da 27.10
Saluti miei cari, sono Kryon del Servizio Magnetico.
Continuiamo l'insegnamento di Alcazar (nota: si riferisce alla canalizzazione immediatamente precedente). Lo faremo in una forma diversa, oggi. Ogni tanto, miei cari, vi diamo una storia, una parabola, un’allegoria. È esattamente quello che vogliamo fare ora. E quando lo facciamo, usiamo sempre lo stesso personaggio ed il nome è Wo. Wo non è un uomo od una donna, Wo è un Wo-man (gioco di parole per indicare che non ha genere, woman in inglese significa donna ma wo-man indica l'uomo wo). È senza genere, ma la vostra lingua non contempla una persona senza genere, e quindi per la storia ne parleremo come fosse un uomo. Voglio parlarvi di quest'uomo e di cosa gli è accaduto. Ed iniziamo esaminando chi sia. Wo è un uomo che vive in un piccolo paese, non piccolo come quello in cui siete: ci sono ha almeno 4 semafori [risate del pubblico]. È una piccola cittadina ai margini del bosco. Wo non si sentiva parte di una religione, infatti molto presto decise che non gli piaceva la chiesa, non davvero. Ha sentito l'amore e conosceva l'integrità di molti di quelli che la frequentavano, ma semplicemente non faceva per lui. Quello che faceva per lui era la natura, Wo era connesso spiritualmente con la Terra, e quando gli altri la domenica andavano a pregare Wo andava a fare una passeggiata. E si rendeva conto della sacralità delle valli, dei laghi, dei fiumi, degli animali, degli alberi, dell'atmosfera. E questo era parte del suo scenario di preghiera. Ha sentito che poteva ascoltare la terra parlargli, quando usciva. E questo è Wo. Ed ora il palcoscenico è pronto, per dirvi cosa accade a quest'uomo in questa storia. Così tanti di voi hanno avuto sogni vividi o visioni periferiche, e questo è ciò che accadeva a Wo, perché mentre dormiva profondamente durante la notte aveva qualcosa che può solo essere chiamata una visione: era così davvero realistica. E vi parlerò al meglio che posso di quello che ha sperimentato, ma qualsiasi cosa vi dica non sarà nemmeno la metà di ciò che è accaduto. Wo ha sentito la musica e, miei cari, quello che Wo ha ascoltato e sperimentato non è definibile. Ha sentito una musica che era così perfetta e così bella, che non aveva mai sperimentato qualcosa di simile. Il volume e la sonorità erano perfetti e bellissimi. Potreste chiedere quale tipo di musica fosse, e non è definibile, non era musica classica, non era musica contemporanea, semplicemente era, e conteneva ogni strumento di cui Wo avesse conoscenza, tutti suonati perfettamente ed in sequenza, e la melodia che stava sentendo era eroica e romantica, tutto assieme nello stesso momento. Non ci poteva credere. E come se Wo fosse stato in bianco e nero ed improvvisamente stesse ascoltando a colori. E tutto questo era così meraviglioso, che Wo si deliziò in questa visione, non poteva nemmeno immaginare una cosa del genere nella vita reale. Ma stava accadendo e lui la stava ascoltando; e poi si rese conto che non la stava semplicemente ascoltando: la stava sentendo in ogni singola cellula, la musica più bella ed indefinibile, eppure perfetta. E poi si svegliò. Si rese conto che il suo cuscino era bagnato, stava piangendo, era così bello, era in un luogo così sacro e non aveva idea del perché. Wo crede che ci siano dei segni, segni che provengono dallo Spirito, cose che lo possono aiutare nella sua vita. Ne ha fatto esperienza, anche nei boschi dove andava e dove aveva intuizioni, e disse "Forse questo è il segno che dovrei studiare la musica, oppure essere parte di qualcosa. Deve essere un segno, non ho mai avuto interesse per gli spettacoli, la musica, o niente del genere. Wo uscì e scoprì in modo sincronico che in città c'era una prova per un coro, e pensò "Eccolo, devo unirmi a qualcosa, devo far parte di un coro." E così andò alle prove e rimase scontento. Gli dissero con amore e compassione, dopo la prova, al meglio che potevano, "Wo non ti possiamo prendere in questo coro, per tre ragioni. Numero 1 sei stonato. Numero 2, non hai idea di che cosa sia la tonalità. Numero 3, la tua voce è simile al suono di unghie che graffiano la lavagna" [risate del pubblico]. Lo era in effetti. Non sapeva quale via prendere, ma in qualche modo si rese conto che forse questo non era un invito ad agire nel modo in cui pensava. E poi accadde di nuovo. Lo aveva chiesto, a qualche livello disse: "Caro Spirito, quella è stata un'esperienza meravigliosa, non so perché o cosa, ma per favore dammela nuovamente." E l'ottenne. La sperimentò di nuovo nello stesso modo, solo che questa volta durò un po’ di più. Ma questa volta sentì di esservi dentro, come un uomo che stia nel mezzo di un'orchestra, o come se una persona potesse essere dentro la chitarra mentre viene suonata, e sentire le corde vibrare con sé; di una tale perfezione da piangere dalla gioia, per quello che si sta sentendo e sperimentando. Un musicista direbbe che è immerso dentro; era così perfetto. E rimase in questo, in questa estasi. Fu l'esperienza più straordinaria che avesse mai avuto. E poi si svegliò di nuovo. "Spirito, tutto questo deve significare qualcosa. Deve significare qualcosa. Non puoi portarmi in un luogo dove posso ascoltare questo, goderne, senza che significhi qualcosa!". Wo come sempre andò a camminare nel bosco, tra gli alberi e nei prati, e lì andò alla ricerca di risposte. Quello è stato sempre un luogo dove ha avuto buone intuizioni. Ed ebbe ragione, perché l'intuizione per lui di entrare nel bosco, in questo momento, che era la cosa che gli piaceva e conosceva, lo condusse ad una radura, un prato, dove il sole che brillava era bellissimo e l'erba era molto verde, e lì nel prato c'era una bellissima donna. Poteva dire che era matura e bellissima, e stava insegnando. Era in piedi e tutto attorno a lei vi erano dei giovani studenti, ed erano bellissimi, come se provenissero dalla stessa scuola, quasi della stessa età. Rimase in silenzio per un po’ e si rese conto di qualcosa: che lui poteva udirla. Non importa come e quanto lontano fosse, appena lei fu in vista la poté ascoltare con chiarezza, come se il vento portasse la sua voce direttamente alle sue orecchie. Si avvicinò e non ci fu reazione, lei non interruppe l'insegnamento, gli studenti non si guardarono attorno. E così si sedette per un momento ed ascoltò il suo insegnamento e lei disse qualcosa che lo colpì. Disse le parole: "Voi siete nati magnifici." Questo è qualcosa che Wo non aveva considerato od ascoltato in precedenza nella sua vita. Gli esseri umani non considerano sé stessi magnifici. Gli esseri umani, anche con i loro migliori comportamenti, con la più grande integrità, credono di essere accettabili. Ma magnifici? Non aveva mai sentito nulla del genere: la sua voce era meravigliosa, si sedette ad ascoltarla per molto tempo. E poi si voltò verso di lui e disse: "Wo, perché non vieni più vicino?". Fu stupefatto che lei conoscesse il suo nome, forse era stata in città in passato e conosceva Wo. Perché Wo era stato nella cittadina per davvero molto tempo, era conosciuto per la sua abilità d'artigiano, era molto bravo; era un bel lavoro e ne era felice e soddisfatto. Forse c'era il suo nome da qualche parte e lei lo aveva visto. "Sono sicuro che è così" pensò. Si sedette di fronte a lei, e lei disse: "Vorresti fare una domanda?". E Wo disse "Sì, lo vorrei". E lei: "Bene, ma devi comprendere le regole. Eccole: puoi fare una domanda, ma anche io te ne farò una". E così la prima domanda che fece fu "Chi sei tu?". E lei rispose e disse: "Sono un Saggio, sono una custode della saggezza, sono una che ti dirà la verità su qualsiasi domanda porrai. Questa è chi sono. Ed ora Wo è il mio turno di porti una domanda". Wo si raddrizzò ed era pronto, pensò di essere pronto, ma la domanda che lei fece non se l'aspettava. Lei lo guardò e gli disse: "Wo, hai sentito la musica?" [Kryon ride]. Questo lo stupì completamente. Ed immediatamente disse: "Come sai della musica?". E lei disse "Wo, questa è un'altra domanda e devo chiedertene ancora un'altra." E lui disse: "Per favore rispondi, come sai della musica?". E lei disse "Wo, ogni essere umano ha la musica." E lui pensò per un momento "Wow, ciò significa che ogni essere umano può arrivare a quella visione, forse fare esperienza di quello di cui ho fatto esperienza, che rivelazione!" e disse "Questo è meraviglioso". E lei: "Wo, sei pronto per la mia domanda?". E lui "Sì". E lei disse: "Wo, qual è la tua affermazione?". Questo lo colse di sorpresa. Era a mala pena una domanda, ma lo era. In forma di domanda lei stava chiedendo di fare un'affermazione. Qual è la tua affermazione? I saggi sono conosciuti per la loro pazienza e lei lo era, e trascorse molto tempo tra la sua domanda e quando finalmente ci fu risposta. In uno scenario di integrità, quale poteva essere l'affermazione in questo momento particolare di fronte ad un saggio, che gli stava dando informazioni su cose che non aveva mai sentito o conosciuto? Sapeva di essere di fronte a qualcosa di antico e saggio, e lei gli stava dando un'opportunità e una grande quantità di tempo. Gli studenti non dissero nulla, non lo fecero mai, erano lì semplicemente tranquilli ai suoi piedi. Ed alla fine trovò cosa lei stava chiedendo, lo sapeva. E Wo si alzò e disse: "La mia affermazione, caro Saggio, è questa: ne voglio di più". E lei sorrise e disse "E così sarà. Torna e ti insegnerò di più." Wo tornò a casa ed era deliziato, che attraverso l'intuizione e la sincronicità avesse incontrato qualcuno che poteva insegnare. E l'insegnamento: "Io sono magnifico, sono nato magnifico" risuonava nelle sue orecchie. E quella notte accadde di nuovo. Questa volta poté vedere altre cose nella musica: vide coloro che erano attorno a lui mentre la musica si sviluppava, magari persino al lavoro e nelle strade, e vide la reazione degli altri esseri umani, che si fermarono. Tutto era fermo, congelato, ma non guardavano, o non si voltavano nemmeno verso la musica, come se non la stessero davvero udendo, ma in qualche modo reagirono e si fermarono. E ci fu di nuovo una musica, in qualche modo romantica ed eroica, toccante – come dicono nella musica - e la sonorità si definiva con gruppi di suoni, che creavano una tale emozione, che pianse di nuovo. Questo fu bellissimo; corrispondeva in bellezza a qualsiasi cosa che avesse mai chiesto. Pensate a questo, pensate a voi stessi, miei cari, in una posizione dove improvvisamente vi vengono presentati dei suoni ultraterreni, che sono così perfetti e belli, a cui reagite e che non potete identificare, ma che sono così belli. Tutto quello che volete fare e conservarli e averne di più. E poi finì. Wo tornò, tornò dal Saggio, che stava insegnando di nuovo. Lui si avvicinò e lei iniziò a dirgli più cose. Più cose. E gli fu insegnato un po’ di più, ed un po’ di più e finalmente fece la domanda, di nuovo: "Dimmi della musica". E lei gli disse queste parole: "Wo, la maggior parte degli esseri umani non comprendono. Sono come una cipolla che è necessario sbucciare, e le cose che vengono tolte sono le cose che gli sono state insegnate e che non sono esattamente corrette. E togliendo queste cose, si rivela di più di quello che conoscevano. Tolgono cose che gli sono state dette dagli altri, tolgono vecchie abitudini, paure, ed alla fine giungono ad un luogo dove c'è il nucleo dell'essere umano, e quando arrivano lì, scoprono qualcosa: essi sono la musica. Wo, qual è la tua affermazione?". E Wo disse: "Ne voglio di più. Ne voglio di più." E questo è ciò che accadde a Wo. Tornò alla cittadina dove viveva e si rese conto che lui era la musica. Come può essere? Ma poi iniziò ad ascoltare e poteva davvero udire le sonorità, queste melodie e tutte queste cose, che risuonavano da un luogo che era al di là dei suoi sogni. Infatti poteva ascoltarli così lievemente e lo facevano sorridere, perché ogni volta che li ascoltava, sentiva la magnificenza. E molto presto Wo comprese che era davvero dentro la chitarra, nell'orchestra e che lui era la musica e la stava trasmettendo ovunque andasse. E c'erano coloro che la udivano ed altri no, ma tutti si fermavano perché si rendevano conto che Wo era cambiato, c'era magnificenza in lui, e dovunque camminava, sapevano che c'era qualcosa di sacro, bellissimo, compassionevole in quest'uomo. Era differente e presto qualcuno si sedette ai suoi piedi e lui iniziò ad insegnare cosa significa conoscere il pianeta, cosa significa diventare magnifico, cosa significa essere Uno con tutto, cosa significa essere più grande di quello che si è. Wo tornò al prato per un altro incontro con il Saggio, un solo altro incontro. E quando dalla collina giunse al prato, che di solito era libero dove (il saggio) insegnava, non c'era erba ma vi era invece un albero gigante, ed attorno all'albero vi erano bellissimi fiori, e Wo comprese cosa era successo. Che anche il Saggio era una visione e quello che fece dopo voglio che lo ricordiate, perché lui corse nel prato per sedersi dove si era sempre seduto, e si sedette di fronte all'albero. E disse all'albero "Ne voglio di più." E sentì il fruscio delle foglie ed il vento che gli rispondeva, e Wo sedette lì mentre veniva istruito da Gaia. Lasciamo Wo qui e non devo dirvi cosa significa, che tutti voi avete quella cipolla da pulire, e mentre lo fate e le paure se ne vanno e le percezioni che forse non sono corrette se ne vanno e l'integrità inizia ad emergere, ed iniziate a comprendere chi siete, sempre di più vedete la luce e che voi siete magnifici. Comprendete che la magnificenza è l'immagine dell'amore del Creatore che portate con voi. E questo è il perché per alcuni di voi, in questo pubblico che siede qui, ci sono coloro che vogliono sedersi ai vostri piedi, perché siete diventati la musica per loro. Questa è la storia per oggi. È più di una storia miei cari, può cambiare la vostra vita. E così è.