Kryon/Lee Carroll - Sommità del Monte Sinai - Mosé - Tour in Egitto 2019

Pubblicato il 8 May 2019

Kryon canalizzato da Lee Carroll  Egitto2

TOUR IN EGITTO 4-22 APRILE 2019

Sommità del Monte Sinai - Mosé

Traduzione: Donatella Semproni

Revisione: Leonardo Luca

Saluti, miei cari, io sono Kryon servizio magnetico.

Siamo in Egitto e questa è la terza canalizzazione. Siamo in un posto pubblico, perché questa è la cima del monte Sinai. E invito tutti quelli che sono qui a inspirare profondamente per un attimo, con stupore, per essere riusciti effettivamente a fare tutto il viaggio.

Siamo in alta quota, come potete notare dalla voce del mio partner (risate), ma qui c'è gioia, non soltanto per essere riusciti ad arrivare fino alla sommità. Pensate a tutto quello che sta succedendo proprio in questo posto, i canti, la gioia: è un vero e proprio vertice della vostra vita, può esserlo. E prima che io cominci a parlare di quest'uomo, di Mosè, vorrei dedicare un momento a dirvi che questa potrebbe essere l'unica volta in cui avrete questa esperienza, miei cari che siete qui con me in questo momento. Approfittate di questo, e cercate di percepire tutto quello che potete percepire.

Questo posto è famoso per via di Mosè, è famoso per quello che lui ha fatto ed è famoso per molte cose e per molti sistemi di credenza. E per i semiti, in particolare, per via dell'Esodo. Ma la storia è stata raccontata tantissime volte e le Scritture la raccontano in un modo, il Libro la racconta in un altro, i film in un altro modo ancora. Io vorrei presentarvi la versione di Kryon. E si tratta di una versione che celebra sia l'uomo sia quello che è accaduto qui, ancora di più di quanto faccia tutto quello che potete leggere nelle Scritture.

Che cosa pensate di sapere dell'uomo Mosè? Era nato e cresciuto nel reame d'Egitto, come voi sapete, e poi verso la fine della storia i film vi dicono semplicemente che poi ha proseguito verso qualcos'altro. Vi dirò io che cosa è stato questo qualcos'altro. Ha passato 40 anni prendendosi cura di animali. Quarant'anni.

Qualcuno di voi ha un'idea della maturità e della saggezza che quest'uomo aveva quando è salito su questa montagna ed è accaduto qualcosa di speciale? Ve lo dico io: aveva ottant'anni. Cinque anni di più di quest'uomo sulla sedia. E riguardo a quello che è successo su questa montagna, non nel luogo in cui voi siete seduti adesso, ma in una zona simile, sul fianco della collina, quello che è significativo è che fu la prima volta che la Sorgente Creatrice parlò direttamente con un essere umano, senza che ci fosse niente fra loro. Senza alcuna statua fra loro, senza alcun intruso fra loro. E il Creatore aveva preso la forma di un essere angelico multidimensionale. Ora, voi avete sentito parlare di un roveto ardente, no? Mettiamo tutte queste cose in prospettiva.

Al tempo di Mosè qualsiasi cosa che creasse luce o si trovava nel cielo oppure era una cosa che bruciava sulla Terra. Tutto quello che creava luce era una cosa che bruciava, capito? Ai giorni nostri, voi sapete che qualsiasi cosa che crea luce è un'energia che può avere diverse forme. Non si trattava di un roveto ardente, ma la notizia è stata riferita nel modo migliore possibile per quell'epoca. Ma era molto più di quello. Se voi poteste vederlo vi rendereste conto che era molto di più di un fuoco che non consumava un roveto. Era una palla di energia multidimensionale dalla quale proveniva la Voce.

E la prima cosa che la Voce ha affermato, in tutta onestà, a prescindere da tutto quello che le Scritture dicono, è stata la sua identità: ecco chi sono e questo è il mio nome. Per alcuni quel nome è così sacro che non pronunceranno mai la parola Yahweh, non pronunciano quel nome oppure non lo pronunciano correttamente o interamente, come ha appena fatto il mio partner. È sacro. E sarebbe rimasto sacro. Ed è iniziato qui, miei cari. Il messaggio è stato dato e le Scritture descrivono varie cose che sono accadute in quell'epoca.

L'uomo Mosè è molto più grande di quello che voi pensate, perché anche lui aveva i suoi dubbi. E i dubbi erano molto maggiori di quello che voi potreste mai credere. Ma ha fatto quello che ha fatto e che voi sapete che lui ha fatto ed è anche dovuto tornare sulla montagna una seconda volta. Ed è qui, miei cari, che le cose diventano un po' diverse.

Gli esseri umani hanno introdotto i pregiudizi di quello che loro credevano a quell'epoca e avete sentito raccontare alcune storie riguardo a quello che Mosè aveva fatto durante l'Esodo, e io penso che quella più profonda sia questa: gli Israeliti in effetti hanno attraversato il deserto. Voi lo avete attraversato in macchina, era proprio lo stesso che loro hanno attraversato, e la storia dice che ci sono voluti quarant'anni. Fermiamoci qui per un momento. Proprio adesso, riceviamo una lezione sotto forma di numeri. Questo, io non l'ho mai fatto prima.

Mosè ha trascorso quarant’anni prima di dedicare tempo a fare una qualunque di queste cose sacre e aveva ottant'anni quando ha ascoltato la voce della Sorgente Creatrice che gli parlava. Erano passati innumerevoli anni, ma quei quarant'anni che ha trascorso lo avevano reso maturo, avevano significato qualcosa. I quarant'anni passati nel deserto alla testa degli Israeliti significavano qualche cosa.

Oggi, secondo la numerologia tibetana, il quattro corrisponde a Gaia, cioè quella che voi chiamereste la Madre Terra. Ma la numerologia è anche più forte di questo, e il tipo di cosa che vi dirò tra poco non aveva realmente una forma a quell'epoca, eppure i numeri significavano qualcosa. Quanti sette ci sono nei sistemi spirituali di questo pianeta, e ce ne sono dappertutto, quanti sette c'erano? Nella storia dell'Egitto che vedrete ce ne sono dappertutto. Sono molto più di un semplice riflesso della storia delle sette sorelle: il sette è un numero sacro.

Il quattro è anche più forte di quello che voi pensate. Il quattro corrisponde alla fertilità, alla madre, al cambiamento, ma è soprattutto relativo al parto. Il quattro è un numero che si riferisce alla rinascita ed è per questo che il quattro nella numerologia tibetana è diventato un numero che indica la Madre Terra. Ma in realtà indica la fertilità dell'energia di tutte le cose. Perché quarant'anni nel deserto? Vi abbiamo già dato in precedenza quest'informazione. È nelle scritture, se desiderate trovarla.

La mia versione è questa: durante l'Esodo, miei cari, c’era una vecchissima energia e c’erano tutte le generazioni della vecchia energia, nell'Akasha della vecchia energia. Nessun Israelita avrebbe potuto entrare nella Terra di Canaan con quella energia, con quella loro coscienza. E quindi è stato necessario che passassero varie generazioni, miei cari, prima che gli Israeliti diventassero Israeliani. E che potessero entrare liberamente nella Terra di Canaan, la terra promessa, senza la coscienza della schiavitù, senza la vecchia energia. Miei cari, questa è stata una rinascita. E a questo punto potete comprendere il motivo della presenza del quattro.

Questo è il tipo di rinascita a cui stiamo guardando proprio adesso su questa montagna. Questo è quello che vi diciamo che è possibile proprio adesso con la vostra coscienza. Stiamo guardando un grosso quattro proprio adesso.

È successo qualcosa che voglio chiarire: voglio rendere le cose un po' più eleganti e più credibili, ma allo stesso tempo so che sto per offendere praticamente quasi tutti. (risate) In realtà è vera la storia che quando Mosè vide il vitello d'oro e altre cose che erano distanti da Dio. Si rese conto che quella generazione si stava allontanando dalla divinità che lui aveva mostrato loro così chiaramente, perché gli esseri umani fanno così: gravitano verso oggetti di culto. E così Mosè tornò qui, per la seconda volta, e le Scritture dicono che tornò giù dalla montagna con i Dieci Comandamenti.

Miei cari, voglio spiegarvi qualcosa che vi ho già detto prima. Questa Sorgente Creatrice di cui parlo, il Dio degli Dei, la fonte amorevole di amore, l'essere più compassionevole che voi potete immaginare nell'universo, il Creatore di tutte le cose, non è un Dio giudicante, non è un Dio giudicante. Non è un Dio che prima vi dà il libero arbitrio e poi vi giudica per le scelte che fate.

Non c'era nessun comandamento, perché questo meraviglioso Dio non comanda. Quelle furono le parole e quelle furono trasmesse attraverso le traduzioni e fino a oggi sono ancora i Dieci Comandamenti. Ma si è trattato di una banalizzazione dell'amore di Dio. Ma non ho nessuna intenzione di riscriverli e di chiamarli i Dieci Suggerimenti (risate). Sono le Dieci Istruzioni di luce per il modo giusto di vivere. Sono le Dieci Istruzioni di luce per il modo giusto di vivere. E gli esseri umani avevano il libero arbitrio di esaminarli e di vedere la divinità che contengono, e il significato e il buon senso di queste istruzioni. Voglio che le esaminiate chiaramente, alcune non vi sembreranno molto divine, perché erano destinate quel gruppo che era lì. Erano istruzioni di base, pratiche, si riferivano al modo di vivere. Sottolineavano alcune cose che avevano un senso, ma erano istruzioni, miei cari, non erano comandamenti o altro.

E adesso riscriverò un'altra storia. È stato detto, viene ancora detto, ed è stato scritto che Mosè ha un po' perso la pazienza e ha fatto qualcosa di sbagliato. Quando avevano bisogno di acqua potevano averla, perché Dio gli aveva detto che poteva usare il bastone e l'acqua sarebbe sgorgata, e invece si dice che abbia colpito la roccia, disobbedendo a quello che Dio gli aveva detto di fare. L'acqua è sgorgata, ma in qualche modo quella sua disobbedienza lo aveva trattenuto qui, mentre gli altri erano andati avanti e l'Esodo si era concluso senza di lui.

Miei cari, riscriverò questo evento. Ecco ciò che era accaduto in realtà: Mosè disse a quelli intorno a lui, al gruppo dei Dodici, che non sarebbe andato. Li informò che non sarebbe andato con loro, perché il Creatore gli aveva comunicato che non sarebbe andato. Non aveva fatto niente di sbagliato.

Ma come posso spiegarvelo ancora una volta? Gli esseri umani vedono la Sorgente Creatrice come un padre: è da lì che viene il giudizio, è da lì che viene la disciplina, e loro proiettano sull'Onnipotente tutte le caratteristiche umane. E da questo sono nate le notizie secondo cui Mosè aveva fatto qualcosa di sbagliato e per questo non poteva proseguire. Non aveva fatto niente di sbagliato, miei cari. Non era il suo momento.

Vi dirò quanti anni aveva quando morì, non era molto lontano da quel luogo alla fine dell'Esodo, 117 anni. 117 anni. E il motivo per cui non è entrato [nella Terra di Canaan] è stato il fatto che lui era l'uomo dell'Esodo, e quella era l'energia, e quella era la sua vita, quello era il suo traguardo, e quello è stato quello che lui ha fatto. E per lui, quindi andare avanti, prendere quella energia e diventare un leader in un nuovo paradigma, nella Terra di Canaan, non sarebbe stato appropriato, non avrebbe funzionato. Ed è questo il motivo per cui non ci è entrato. Non c'è stata alcuna punizione. È l'eleganza di questo messaggio: Mosè, hai fatto il tuo lavoro.

E molte di queste cose sono successe proprio dove voi siete seduti. In questa zona, le energie che sono qui nella montagna sono rimaste, così che voi poteste salire sulla montagna e sapere queste cose e dire: questa è veramente la storia. È una storia grandiosa, ha dato inizio a una cultura, ha dato inizio a un'idea di un unico Dio. Qualcosa che esiste ancora oggi, grazie a quell’uomo. Non ha fatto niente di sbagliato, miei cari. Tutto ciò che ha fatto ha suscitato in lui dei dubbi su sé stesso, per tutto il tempo.

E quindi vi dirò: è un club, quello della mancanza di autostima (risate) è un club, al quale appartiene la maggior parte delle anime antiche. Sappiate questo: non siete soli, se vi fate delle domande sulle cose sacre che avete dentro di voi, ma questo è il libero arbitrio che voi avete: decidere, come alla fine ha fatto Mosè, che è proprio vero, è proprio reale, voi siete una creazione di Dio, fatta a sua immagine, e questo è amore. Fate in modo che questo messaggio entri profondamente dentro di voi in modo che voi possiate sentirne la profondità e sapere quanto siete amati. E così è.