Kryon/Lee Carroll - Raffinatezza antica - Tempio di Edfu, Tour in Egitto 2019

Pubblicato il 2 June 2019

Kryon canalizzato da Lee Carroll EgittoMain

RAFFINATEZZA ANTICA

tour in Egitto

TEMPIO DI EDFU

17 APRILE 2019

Traduzione : Deva Mati

Revisione : Eleonora Manfredi

audio originale

Dal minuto 09.27

 

 

 

Vi saluto, miei cari. Io Sono Kryon del Servizio Magnetico. Questa è la 16ma canalizzazione nella terra di Egitto, parte della serie, mentre portate 100 partecipanti nel Basso Nilo, questa volta, che iniziano a visitare alcune delle più magnifiche strutture che gli Egizi abbiano creato. Se dovessi dare un titolo a questa canalizzazione, oppure a questo messaggio, o anche a quello che potreste chiamare ‘questo tempo tranquillo’, lo intitolerei così: la raffinatezza degli Antichi. È un tema comune che udrete da me e che avete già sentito. Voglio che vi prendiate solo un momento per pensare a dove siete, nel Tempio di Edfu. Avrete notato che i templi stanno diventando più grandi e, man mano che diventano più grandi, vi capiterà di vedere un po’ dell’eleganza della geometria. Avete già cominciato a contare i pilastri? Vi invito a faro, per via di ciò di cui parlerò dopo.

Di mattina presto, prima che il Sole sia sorto, è dove vi trovate, miei cari, oggi, tra i pilastri di questa struttura grandiosa. Quando parliamo degli Antichi d’Egitto, parliamo dei tempi puri; quando parliamo della raffinatezza di ciò che fecero, oppure di ciò che sapevano, o di ciò in cui credevano, parliamo dei tempi puri. E la definizione dei tempi puri non corrisponderà necessariamente ai numeri delle dinastie, ma è l’era di mezzo, l’era precedente a quando qualunque conquistatore o straniero potesse diventare Faraone o che altri sistemi di credenze si diffondessero qui. Un tempo puro significava che gli Dei Egizi erano ancora Dei dell’Amore, prima che chiunque altro venisse e si intrecciasse attraverso centinaia di anni di credenze, prima che qualunque straniero venisse e facesse parte della dirigenza, oppure della politica, o del lignaggio. Parliamo dei tempi puri, puri tempi Egizi, e di ciò che scrissero sui muri affinché lo vedeste riguardo a come vivevano o a che cosa credevano.

Vi trovate in un luogo, proprio adesso, che vi vuole parlare di alcune cose nascoste, di cui non sentite molto parlare, ma che sono dappertutto. Contate i pilastri! [Kryon ride] E troverete, in modo quasi esclusivo, che gli Egizi erano attaccati alla Matematica in base 12. Lo abbiamo già detto in precedenza e, anche se non è nell’Egittologia, vi dirò di nuovo che verrà un giorno in cui la raffinatezza della Matematica in base 12 riemergerà e non verrà chiamata la Nuova Matematica: sarà chiamata la Matematica Antica. Ve lo dirò di nuovo, e qualunque matematico in ascolto, adesso, sorriderà a questa frase: la Matematica raffinata rivela sé stessa e ciò che intendiamo dire è che gli schemi e le sequenze della buona Matematica iniziano a parlarvi e un buon matematico li vedrà e sorriderà. Ci sarà un “Ah-ha [ndt comprensione]. Questa sequenza porta a questa sequenza e… oh, guarda questo!”. I frattali che trovate dalla Biologia, la Geometria dello spazio, tutte vi parleranno dei 12 lati, dei 6, dei 3, dei 4. Raramente trovate i 5 e i 10, raramente. Perché l’Universo è costituito dai 6 e dai 3 e dai 4, dai 12, dai 18.

Contate i pilastri. Pensate sia un caso? Contate i sacerdoti e ciò che sentivano con i numeri sacri. Pensate che sia una coincidenza? E non troverete i 5 e i 10. E presento questa canalizzazione in questo modo, proprio adesso, come una preparazione alla raffinatezza di questa società. Erano davvero i primordi, c’erano davvero cose antiche e dualità in tutte le cose che avete e multipli di questo e di quello, ma, miei cari, se osservate l’essenza di un Egitto che era in grado di darsi sostentamento con un Dio della benevolenza, questo è così importante. Avete notato che questo Tempio, per quanto gigantesco possa essere, riecheggia persino la cosa più piccola che vedete? Anche quelle più piccole. E la prima cosa che vedete sono i 2 pilastri, creati allora come spazio per il Sole che sorge. Ecco una filosofia per voi, prima che arrivi alla principale; una filosofia che dice che il Sole sorge tutti i giorni, proprio come voi, e che è un giorno di rinnovamento. A prescindere da che cosa stia succedendo nella vostra vita, il Sole sorge tra i 2 pilastri per dire che Dio vi sta sorridendo e che le cose sono fresche e sono nuove. Ed è una benevolenza ed è simbolica, è metaforica; non è un culto del Sole.

Miei cari, l’Egitto di allora vi ha dato metafore dopo metafore. Così tante cose sui muri che vedete qui sono storie di energia, non necessariamente nel corpo fisico: la storia della vita per l’Alto e il Basso Nilo, la storia dell’amore di una nazione, della benevolenza. Questo non lo trovate, miei cari, in altri luoghi; non così.

Lasciate che vi dica una cosa bellissima. Per 30 anni ho canalizzato e, se lo desiderate, potete chiamare tutto questo ‘sistema di credenze’, ma non è un sistema: è la verità di base dell’amore di Dio, è ciò che chiamereste la magia che l’energia multidimensionale della compassione contiene; un qualcosa che proprio adesso sta cominciando a essere studiato su questo Pianeta, chiamato il Campo e la coerenza, una compassione misurabile, e gli Egizi lo sapevano. Vi ho parlato, in questo insegnamento per 30 anni, di una cosa specifica, che voglio ricordiate - fin dall’inizio: che siete molto amati. Oh, ma c’è di più. Ecco che cosa vi ho detto ripetutamente; ascoltatelo, perché ciò che vi ho detto continuamente è scritto su questi muri. Ascoltatelo: potreste vivere la vostra vita e potreste non guardare mai Dio, o lo Spirito, o il Creatore o in qualunque modo desideriate chiamare quella Sorgente, che è l’essenza dell’amore; potreste non guardarlo mai. Potreste condurre una vita troppo frenetica, potreste andare in giro dicendo “Bene, ma non credo in queste cose esoteriche”. Potreste persino dire “Ma io non voglio far parte del sistema di credenze, o andare in chiesa o nella sinagoga”. Dite “Sono lontano da queste cose; sono un Essere Umano moderno, oggi; ho cose moderne, oggi”. E, alla fine della vostra vita, vi dico questo: che per tutto il tempo che avete trascorso a ignorare il Creatore, il Creatore vi ha guardati, con la mano tesa, che dice “Prendila ogni volta che vuoi, se lo scegli”. Libera Scelta. In altre parole, voi potreste non guardare Dio, ma Dio vi guarda e ogni singolo Essere Umano è fatto a immagine dell’Amore e in questo sono tutti uguali su questa Terra, con uguali opportunità di prendere la mano della magia dell’amore e di trovare una vita migliore.

Questo è stato il messaggio di Kryon per 30 anni. E poi venite qui e vi rendete conto che, mentre disseppelliscono lentamente queste strutture dalla sabbia, i pezzi e le parti che potete leggere e che non sono state cancellate da altri sistemi di credenze, vi dicono la stessa identica cosa.

I templi venivano tutti costruiti con un protocollo, miei cari, dal grande al piccolo, con una linea dritta che porta all’altare, dove solo il Faraone va e forse un sacerdote o due, un largo spazio che contiene i popolani, ma essi possono entrare; non coperto, in modo che il cielo possa risplendere sopra di loro. Tutte queste cose sono metafore di un Dio di Luce. Le camere interne diventavano più piccole, e i sacerdoti più sacri, e portavano dritte dove solo il Faraone poteva stare e fare qualcosa di cui parlerò tra poco. E grida semplicemente che esiste un protocollo, che i popolani non possono vedere più di tanto dentro, perché è davvero sacro e Dio è grande e Dio è Luce. Ma Dio può sempre guardare loro.

Questa era la filosofia: che ciascuno di loro aveva anche una bolla, un Sé Superiore e ve lo abbiamo detto in precedenza. Io l’ho chiamato Sé Superiore, essi lo chiamavano in un altro modo, ma è scritto sui muri. Esiste un Sé che è separato dalla parte fisica di ogni singolo Essere Umano e quel Sé è il veicolo che trasporta la Luce dell’Essere Umano nella vita successiva, oltre il Velo, dopo la morte. La metafisica che vi ho dato per 30 anni è esattamente questo.

Può essere, per quanto antico fosse tutto questo, che fin su al Faraone stesso, o stessa, conoscessero queste verità? E che, al meglio che potevano, le dessero a loro e a tutti quelli intorno a loro, giù fino ai popolani, ai quali sarebbe stato poi detto dai sacerdoti che cosa era successo dentro. E dunque che cosa cedete che accadesse all’interno? Ci troviamo all’interno, non proprio dove c’è l’altare, non proprio nella piccola camera, che è sacra e nella quale il Faraone entrava. Che cosa faceva? Ci sono moltissimi che non studiano nessuna di queste cose e che dicono “Bene, entravano lì dentro e facevano dei sacrifici e tutte quelle cose che facevano i pagani”. E se vi dicessi che ciò che egli faceva vorrei invitare voi a farlo un giorno. Il Faraone riconosceva il Signore della Luce, la magia dell’amore; qualunque nome avesse e qualsiasi tipo di Dio avesse, l’essenza, la magia, che fosse Heka, che fosse attraverso tutti questi Dei, questa era la magia, questo era il lignaggio, persino degli Dei: era l’Amore, era la guarigione. Tutto questo faceva parte dello scenario del Dio della Luce e voi potete semplicemente vedere il Faraone e ciò che faceva.

Vi dirò qualcosa che non è necessariamente insegnato nella misura in cui dovrebbe esserlo: miei cari, questo luogo fu costruito per la musica! Ma non per la musica che pensate: fu costruito per i toni, per certe sonorità, che venivano cantate e che significavano qualcosa, perché facevano tutte parte della Matematica. Se vi dicessi che avete cominciato questo tour in particolare nella Grande Piramide di Giza e che all’interno della Stanza del Re tutto riguardava i toni e la Matematica. Miei cari, il Faraone cantava! Cantava. Una delle cose che la gente nel cortile ascoltava era a volte la forte voce del Faraone, che poteva essere udita, perché egli non mormorava: cantava più forte che poteva, riguardo al Signore della Luce, in questo luogo, benedicendo la vita della terra, quella Alta e quella Bassa, protraendo la fertilità della Luce. E, sebbene ci fosse indubbiamente una gerarchia della nobiltà, i nobili lo condividevano e davvero, magari, in questo luogo particolare, solo un uomo, o una donna, poteva andare a fare qualcosa e parlare con Dio, ma veniva condiviso. E immediatamente il Faraone lo condivideva con il sacerdote e il sacerdote lo condivideva con gli altri sacerdoti e quelli nell’area comune potevano udire che “Il Signore della Luce benedice voi e l’Egitto e la terra e la manterrà in vita, al sicuro e bellissima e vi aiuterà guidandovi dall’altro lato del Velo, quando la morte, a volte, alla fine vi prenderà tutti”. E posso proprio udirli dire “La morte non è dolorosa. Siete qui per poco tempo, ma la verità reale è ciò che accade al di là”. E se avete già udito tutto questo prima, è stato da me e vi parla di una bellissima Sorgente Creatrice, che conosce il vostro nome ed è Luce e vi ama moltissimo. Non sorprendetevi se un egittologo leggerà questo sui muri, perché gli Egizi, anche quelli Antichi, anche con i protocolli degli Dei, lo sapevano. Lo sapevano.

Ora, cos’è che manca qui? Vi dirò che la musica, i toni, le tonalità e la Matematica dei suoni significavano qualcosa. E, in una società raffinata, che utilizzava queste cose, ci doveva essere la notazione musicale; non tutta veniva semplicemente insegnata oralmente, perché doveva esserci un protocollo, che veniva insegnato nei templi, una notazione musicale, che è il modo di scrivere la musica, di modo che generazione dopo generazione sapessero quali erano le note e com’erano combinate tra loro. Ogni società raffinata aveva la notazione musicale. E quindi dirò agli egittologi: avete trovato delle cose che non riuscite a interpretare, o di cui non siete certi, o che magari sono un po’ troppo mistiche per interpretarle in modo corretto? Potrebbero semplicemente essere notazioni musicali. Ogni società raffinata aveva anche il rispetto per la propria storia e per la storia precedente a essa: dovevano esserci dei musei qui, miei cari. E, sia che si trovassero nei templi, o che appartenessero a qualcuno, o magari fossero sottoterra, avevano i loro musei. A volte, gli archeologi se ne dimenticano e scavano e trovano delle cose e dicono “Bene, questo doveva appartenere a una certa epoca o era”, senza capire di essere appena entrati nella stanza interna del museo degli Antichi. È anche qui. Questa società era raffinata; una società che aveva la Medicina, in cui si lavavano [le mani], in modo così accurato, da mostrarlo sui muri, come indicazione che avevano capito che doveva esserci qualcosa, che successivamente divennero i ‘germi’.

Questa è la raffinatezza degli Antichi di cui parliamo: non solo avevano un Dio dell’amore, ma lo usavano. Senza dubbio, non tutto durò; senza dubbio, le cose cambiarono, ma vorrei onorare la raffinatezza degli scritti sui muri di quei tempi che furono puri. Un tempo in cui dicevano “C’è un Dio di Luce e c’è la magia dell’amore e la benevolenza per tutti”. Non giudizio, non orrore, ma Luce. E i templi venivano costruiti in modo che li poteste guardare e rendervi conto che veneravano l’idea, l’idea, l’idea metafisica che, quando il Sole sorge ogni giorno, è per voi; e rappresenta una nuova vita, un nuovo inizio, un nuovo fresco avvio.

È abbastanza presto, che quando vi alzerete e lascerete questo luogo, il Sole starà sorgendo e voi lo guarderete. Parte del motivo per cui la visita è stata anticipata, in modo che poteste essere qui davvero presto, alle 3 e 30 della mattina [Kyon ridacchia], era affinché poteste stare qui in queste ore mattutine frizzanti a godervi ciò di cui gli Egizi parlavano, riguardo al perché questo tempio è costruito nel modo in cui è. Una metafora dei nuovi inizi.

Non fatevi ingannare dall’idea che l’antico sia qualcosa che non funzionava. E se fosse proprio il contrario? C’è moltissimo qui da imparare. Prendete queste cose e usatele e discernetele da soli. Non fatevi confondere dalla dualità che vedete sui muri, perché erano Esseri Umani, proprio come voi. Direste di credere in un Dio molto amorevole; in realtà, se potessero osservare la vostra storia, rimarrebbero altrettanto confusi. Cercate la Luce qui e celebrate ciò che avevano.

Che il Sole risplenda su di voi quest’oggi, esattamente nel modo che intendevano gli architetti di questo Tempio, con la metafora di cose buone e di benevolenza e di speranza e di vita per la terra.

E così è.