Kryon/Lee Carroll - La Connessione con Gaia - Canada, 30 agosto 2020

Pubblicato il 16 November 2020

Kryon canalizzato da Lee CarrollBanff K

“La connessione con Gaia”

Banff, Canada - 30 agosto 2020

traduzione di Leonardo Luca 

revisione e trascrizione di Donatella Semproni 

elaborazione testi Giulia Di Biase

 

VIDEO 

 

 

 

Saluti miei cari, sono Kryon del Servizio Magnetico.

Di nuovo vi dico delle cose che avete bisogno di sentire in continuazione: Dio non è nel vuoto. Quello che voi chiamate con il termine Dio non è in un vuoto ma è la Sorgente Creatrice di tutte le cose.

Pensate: c’è una Sorgente Creatrice che non è indifferente a voi. Una Sorgente che include l’essere umano come parte dell’amore attivo e della compassione che si sviluppano all’interno della creazione di tutte le cose. Pensate: una Sorgente Creatrice che sa chi siete. Ci sono persone che guardano la grandiosità dell’Universo e dicono “Com’è possibile che il Creatore dell’universo sappia chi sono io?” E la risposta è “Il Sistema ha voi come parte integrante di quella Sorgente Creatrice”.

Voi avete un’anima e l’umanità vede quest’anima in modo molto interessante. L’umanità, quasi collettivamente, quasi l’intero pianeta, parla dell’anima, usa questo termine da sempre: ad esempio da tempo immemorabile nel settore nautico si usa dire “Quante anime ci sono a bordo?”.

L’anima è quel veicolo che sembra essere separato dall’essere umano, e quando l’essere umano muore l’anima continua ad andare avanti. E questo perché così tanti a livello intuitivo sanno che ogni essere umano ha qualcosa di più grande del corpo, così grande che non muore mai. Questo è un punto su cui esiste un consenso, una concordanza fra quasi tutte le religioni sul pianeta, quasi tutti i sistemi di credenza sul pianeta. Un pianeta monoteistico, pensate, che riconosce Dio e ama Dio, che sa che l’anima esiste per sempre e che continua anche dopo la vostra morte. Eppure non c’è davvero un’analisi di quello che c’è nell’anima.

Io voglio dirvi qualcosa che è nell’anima e a cui forse non avete mai pensato. Voi pensate all’anima come voi, come divino, come sé superiore, come tutte queste cose che possono esserci o meno a secondo il vostro sistema di credenze, ma c’è una cosa che io voglio dirvi, alla quale non avete mai pensato e che è davvero parte della vostra anima. Su questo pianeta c’è una partnership di cui vorrei parlare oggi e questa partnership è quella di cui ho parlato così tante volte. È molto profonda, è molto necessaria, eppure in realtà voi non la conoscete. Quando dico che voi non la conoscete sto parlando di coloro che  assistono a questo programma, di coloro che ascolteranno più tardi, e che probabilmente fanno parte del mondo occidentale. Voi pensate che il pianeta Terra sia il terreno su cui camminate e alcuni non riflettono oltre. Pensano che sia un dato di fatto. Voi guardate al clima come qualcosa che semplicemente accade, qualcosa da godere o qualcosa da cui difendersi. Ma c’è tanto di più. Il partner mancante di cui parlo, è Gaia. Non è il pianeta, è Gaia.

Gaia è il nome che useremo per indicare Madre Natura. E voi sapete che cos’è. Madre Natura ha una propensione? Madre Natura ha una personalità? E quasi tutti coloro che hanno a che fare con il pianeta possono confermare che sì, assolutamente, Madre Natura ha una personalità. È possibile che questa Gaia, questa Madre Natura, possa davvero essere una parte attiva della vostra divinità? È possibile che Madre Natura sia presente in qualche modo nell’anima dell’essere umano? Io vi dirò: sì. E il miglior esempio è il sistema delle griglie di cui parleremo in seguito e di cui abbiamo già parlato in passato. 

Ma lasciatemi dire qualcosa alla quale molti non pensano neppure. Quando eravate piccoli e iniziavate a imparare qualcosa del pianeta, avete imparato a scuola che gli alberi inspirano quello che voi espirate e voi inspirate quello che loro espirano. È meraviglioso vero? E riflettendo su questo, avete mai pensato: che coincidenza che ci sia qualcosa in base a cui gli alberi del pianeta, i boschi ma anche i licheni o il muschio, si sviluppano e prosperano grazie a quello che voi espirate? E quello di cui voi avete bisogno si abbina perfettamente con quello di cui hanno bisogno loro. Che coincidenza! Ma forse avete semplicemente memorizzato questa cosa, avete pensato è così che funziona.

Pensate: l’essere umano ha bisogno di acqua. Non potete esistere senza acqua, voi siete fatti in gran parte di acqua. Non potete bere acqua dall’oceano perché è troppo salata, ma che situazione si è verificata? Guarda un po’: dal cielo cade acqua fresca e pulita; e non solo cade su di voi ma riempie i ruscelli e i fiumi di acqua che si può bere. Che coincidenza, potreste dire. E potremmo andare avanti con gli esempi.

Prendiamo ad esempio il cibo. Se credete o meno che sia giusto mangiare animali, non fa differenza perché nel passato gli esseri umani lo facevano e inoltre coltivavano il proprio cibo. E tutto il cibo proveniva da quella che è Madre Natura. Che coincidenza, potreste dire. 

La natura e l’essere umano sono così alleati fra loro che lei vi dà cibo, vi dà acqua, vi dà nutrimento, vi dà aria, e tutto questo è diventato semplicemente un dato di fatto. Questo è interessante, potreste dire. E poi si può andare ancora oltre. Risorse che si rinnovano. Voi avete scoperto che potevate costruire le case usando gli alberi e se lo usavate la dovuta attenzione, gli alberi ricrescevano e in un paio di decenni i vostri figli potevano costruire le proprie case grazie alla stessa foresta. Pensate: avevate un materiale da costruzione che ricresceva ogni volta, in continuazione. 

Avete mai pensato che potrebbe non essere una coincidenza? E se tutto fosse stato messo lì con cura proprio per voi? Riflettete su questo. Ci sono molti che credono che la natura umana abbia causato una situazione dove letteralmente c’è una battaglia in corso tra la Terra e gli esseri umani, che non sono fatti per andare d’accordo. Ma se andate dagli indigeni e chiedete loro che cosa è accaduto, saranno i primi a dirvi che hanno sempre percepito che questo pianeta aveva una personalità, che loro potevano armonizzarsi ed equilibrarsi con il pianeta per fare in modo che a loro venissero date le risorse che li sostentavano nello stesso luogo per centinaia di anni. E quando dovevano spostarsi, andavano in luoghi dove potevano trovare di che sostentarsi, a volte per migliaia di anni, perché vedevano il pianeta come un partner, un compagno nell’esistenza.

Oggi mi sentirete fare una delle affermazioni che ho già fatto in passato, e che è contraria a quello che voi pensate. Gli indigeni non pregavano per la pioggia. Loro facevano la danza della pioggia, ma loro non come un mezzo per ottenere che qualche Dio nel cielo desse loro la pioggia. Non funziona così. A voi sembra che sia così, perché è quello che voi fate. Ma quello che loro  facevano era stabilire un equilibrio, un’armonia con la zona in cui si trovavano, con la natura, con il cielo. Avevano capito velocemente, che osservando le stelle, potevano prevedere le stagioni. Tutto quello che gli indigeni hanno visto e fatto rafforzava l’idea che la Terra era viva, aveva una personalità e che era loro partner. E avevano ragione.

Molto tempo dopo tutto questo, miei cari, voi siete cresciuti in una società che è moderna e che è davvero interessante: se chiedete ai bambini da dove viene il cibo, vi rispondono che viene da una scatola, da una borsa, da mamma che va a comprarlo in un negozio e non sono davvero consapevoli di questa relazione simbiotica che davvero esiste tra la Terra e gli esseri umani. E io vi ho detto che c’è una relazione anche con l’anima umana. E c’è, ed è grande. 

Sapevate che la vostra akasha, il registro delle vostre vite, è conservata nel pianeta? Non vi dice niente questo a proposito di che alleanza ci possa essere? Sapete che ci sono degli animali che conservano una parte di essa? Ve lo abbiamo detto in passato. E questo che cosa vi dice a proposito del pianeta? Sapevate che ci sono sistemi di griglia su questo pianeta che conservano la memoria delle emozioni umane? Pensate che sia troppo esoterico? Lasciatemi fare questa domanda che ho fatto tante volte. Sensitivi che state ascoltando in questo programma, questa parte vi piacerà. 

Potrebbe capitarvi di camminare in un luogo che sembra semplicemente un campo di terra. Senza che voi lo sappiate in quel campo c’è stata una battaglia, magari in un passato molto lontano e questo non è segnalato lì sul posto, ma improvvisamente voi lo sentite nel cuore e percepite quella grande tristezza, l’orrore, la morte, tutto quello che è accaduto lì e qualcuno di voi reagisce. Lasciate che vi chieda “Da dove viene questo?”. Potreste dire “Qui c’è stata una battaglia”. Non vi ho chiesto questo. Qual è il meccanismo, qual è il processo che vi dice, nella vostra sensitività, che qualcosa è accaduto lì centinaia di anni fa? E la risposta è “La griglia cristallina della Terra”. Questa compagna dimenticata vi parla e ci sono cose nel pianeta che desiderano essere comunicate agli esseri umani. È una saggezza che va al di là di quello che conoscete. 

E adesso la cosa importante. Gli indigeni del pianeta hanno un’idea. E l’idea è questa, è qualcosa che avete ascoltato in passato: “polvere alla polvere, cenere alla cenere”.  Loro credono proprio questo: che la polvere della Terra contenga la saggezza dei loro antenati. Significa che quando prendete una manciata di terra e ve la mettete sulle  labbra voi siete in comunicazione con tutti gli antenati e la saggezza che hanno avuto, perché la Terra è una compagna della vostra anima. Cosa ne pensate di questo? 

La cosa più triste che è accaduta nella vostra civiltà moderna non è il fatto voi avete dimenticato questo, ma è il fatto che vi è stato insegnato il contrario. Vi chiedo se sapete dirmi quanti sono gli attuali sistemi di credenza che avete nel mondo occidentale che includono il pianeta come parte della vostra anima. E la risposta è: praticamente nessuno. L’hanno tolta di mezzo miei cari, perché non l’hanno compresa, non l’hanno percepita oppure altre cose sono sembrate loro più importanti, nella dottrina della punizione. L’hanno buttato via.

Questo pianeta migliorerà moltissimo se si ritorna all’idea che forse c’è un’alleanza che funziona in entrambe le direzioni, che ci  sono cose che possono essere imparate, così tante cose che possono essere imparate dal pianeta. E non si tratta solo guardare la natura e osservare quanto sia bella o quello che accade, ma qualsiasi abbracciatore di alberi vi può dire che se andate in una foresta e vi sedete con la schiena appoggiata a uno di questi giganteschi, meravigliosi alberi - mostruosi nella loro grandezza, non nell’atteggiamento - potreste accorgervi che inizia a parlarvi e dice: “Miei cari, io sono qui da centinaia di anni e quello che voglio dirvi è che voi siete amati da questo pianeta. Grazie per esserti seduto qui con me oggi”. Questo è un compagno. Chiedete a tutti quelli che abbracciano gli alberi perché lo fanno. Perché c’è comunicazione, miei cari. 

È un bel messaggio, no? Qualcosa su cui riflettere. È il messaggio che continuo a darvi da 31 anni. 

E così è.