Kryon/Lee Carroll - C’è stata una guerra e non me ne sono accorto? - 10 maggio 2020

Pubblicato il 16 May 2020

Kryon canalizzato da Lee Carroll LEE MED1

C’è stata una guerra e non me ne sono accorto?

Streaming per Seattle, Washington 10 maggio 2020

 

tradotto da Donatella Semproni

revisione di Leonardo Luca

audio originale (dal minuto 16.00)

 

 

 

Vi saluto miei cari, sono Kryon del Servizio Magnetico.

Questo è un vero periodo di riposo per molti di voi, di pensiero, in cui vi sembra di essere fermi in un posto quasi come statue che sono stufe di essere statue. [risatina di Kryon] e quello che intendo dire è che noi sappiamo che cosa c’è nella mente di tanti di coloro che stanno ascoltando, sappiamo in che situazione si trova il mondo in questo momento. Oggi è il dieci di maggio 2020 e vi dico questa data per coloro che ascolteranno in futuro e potrebbero non capire di che argomento stiamo parlando.

Il mondo è stanco di stare dentro casa e quindi presto la gente uscirà, che questo sia autorizzato o meno, per cercare forse di rientrare in una vita che ritorni a quello che era prima. Forse ci saranno festeggiamenti in cui si dirà che è finita, anche se non è così, per convincersi che la normalità sia tornata. Questa è la situazione in cui vi trovate, e noi lo sappiamo. E la parte triste di questo, se c’è una parte triste, è che coloro che dovrebbero festeggiare con voi e spingere tutto questo verso un fulcro e preparare i palloncini e tutto il resto per fare festa, stanno continuando a mettervi paura. Lo faranno proprio fino all’ultimo momento, e quando sarete al sicuro, vi diranno che non è così. Perché questo è ciò che sempre fanno.

Miei cari, questo non ha niente a che vedere con il vostro governo, ma ha a che vedere con le cattive abitudini dei vostri media. E si tratta proprio di questo. Sono semplicemente abitudini di marketing. E voglio aggiungere qualcosa sulle cose che stanno succedendo.

Quelli tra voi che sanno leggere tra le righe e che lo sanno, anche guardando la TV riconosceranno il gioco che stanno giocando con voi. E si tratta proprio di un gioco. E il gioco è: farvi continuare a guardarla ad ogni costo.

Vi racconterò una storia. È una storia carina e divertente [risatina di Kryon], forse un’allegoria o forse una metafora, non una parabola, ma solo un racconto. Immaginate per un momento, in un altro tempo, magari in un altro mondo, che si sia verificato un problema con i cani. E che sia stato detto «Questo è un problema. Dovete tenere legati i vostri cani. Perciò, legateli subito. Non lasciate neppure che vadano in giro per casa perché il semplice fatto che camminino per casa crea un problema. Legate i cani in modo che non possano andare in giro. Potete nutrirli, coccolarli, ma teneteli legati.» E così, in tutto il mondo i cani vengono legati. Con cura, a uno a uno, a migliaia, poi a milioni. I cani in ogni punto del pianeta vengono tenuti legati, come richiesto.

E poi a un certo punto, sui giornali arriva un annuncio, una cosa sorprendente, una notizia speciale, che comincia così: «Ultime notizie, apprendiamo ora che non si vedono in giro cani. Non se ne trovano più. Per strada non se ne vede neanche uno! Si vedevano sempre nei parchi, che camminavano in giro, e adesso non ce ne sono più!» E qualcuno in qualche casa commenta: «Aspettate un attimo. Abbiamo capito. Aspettate un attimo. Siete stati voi a dirci di tenere legati i cani. È per questo che non ci sono cani in giro! Come vi viene in mente di comunicare in modo così drammatico che in giro non ci sono cani?»

E voi potreste chiedere: «Ma che razza di parabola è, questa che ci sta raccontando Kryon? O allegoria o metafora?» Lasciate che vi dica adesso: è una cosa vera, una cosa che è successa ieri. È stata diffusa una notizia, una notizia dell’ultim’ora, in cui è stato mostrato un numero allarmante: il tasso di disoccupazione in questo vostro paese è più alto di quello rilevato durante la Grande Depressione. Era scritto a caratteri cubitali sugli schermi, oltre il 14% e forse di più: il più alto che ci sia mai stato in questa nazione. Leggete fra le righe: «Quindi, siete spacciati!» Ma qualcuno dice: «Un momento. Aspettate un attimo. Ci avete detto di stare a casa, è per questo che nessuno sta lavorando. Ci avete detto di stare a casa, e adesso ci date queste notizie per spaventarci, per terrorizzarci dicendo che non lavora più nessuno? Aspettate un attimo!»

Questo è esattamente ciò che è successo ieri. La notizia non diceva “disoccupazione temporanea”, avete notato? Non diceva occupazione prima della ripresa, vero? Non lo diceva. Perciò, ancora prima che voi usciate da questa situazione, stanno cercando di impaurirvi. E in questo non c’è un’energia oscura che vuole impaurirvi. Si tratta semplicemente di abitudine. È semplicemente quello che fanno sempre.

Questa è una canalizzazione che vi dice di ignorare queste cose perché questo è ciò che fanno sempre. È una canalizzazione che vi dice che le cose non sempre sono come sembra. Ma c’è anche dell’altro. Vi dirò altre cose che vengono dette solo a metà, e avete bisogno di sentirvele dire.

Se questa fosse una guerra mondiale, assistereste a una distruzione completa e totale delle infrastrutture. Non rimarrebbe più niente. Tutte le fabbriche sarebbero state bombardate. Non ci sarebbero più fabbriche in cui andare a lavorare. Anche le infrastrutture e le assunzioni nelle fabbriche non esisterebbero più, tutto questo sarebbe scomparso. Tutto ciò che occorre per fabbricare i prodotti, tutti coloro che provvedono alle vendite, alla progettazione, tutti coloro che realizzano le attività di marketing, e i cartelloni pubblicitari, tutti questi tipi di cose sarebbero scomparsi. Le società non esisterebbero più. Se ci fosse stata una guerra mondiale, adesso guardereste a un mondo che sarebbe temporaneamente morto e le economie sarebbero state distrutte completamente e voi stareste per ricominciare da zero.

Miei cari, queste sono le notizie che vi vengono comunicate, soprattutto per quanto riguarda l’economia, i posti di lavoro e tutto il resto, come se ci fosse stata una guerra. Come se le fabbriche non esistessero più. Ma la realtà è un mix ibrido di queste cose. Le fabbriche esistono ancora. Così come esistono ancora i responsabili delle vendite che sono come voi. Forse ce ne sono alcuni tra voi, che stanno ancora chiusi in casa, pronti a vendere i prodotti che sono necessari in questo mondo. Adesso siete chiusi in casa, e quando arriverà il momento di uscire liberamente, quel particolare motore dell’economia ricomincerà a funzionare, forse in maniera più contenuta, smaltendo l'eccedenza che è stata prodotta. Ma le fabbriche esistono ancora, non sono state bombardate. Le infrastrutture esistono ancora, non sono state rase al suolo. Eppure, le notizie che vi vengono date e le proiezioni per il futuro che vi vengono presentate sono uguali a quelle che vi sentireste dire se ci fosse stata una guerra.

Voglio che pensiate a queste cose, ragionando sulla loro logica. L’economia non tornerà a riprendersi vigorosamente come se niente fosse mai accaduto. Non è questo che intendiamo dire. Ma vi diciamo che tornerà a funzionare e che i posti di lavoro ci saranno. Potrebbe tornare in maniera un po’ diversa, potrebbe tornare un po’ più snella per un certo periodo, fino a quando non si evolverà diventando, forse, come avrebbe sempre dovuto essere. Ma tornerà. Le fabbriche non avranno bisogno di essere ricostruite.

Vi ripeto ancora una volta: non esiste un modello economico per un virus o per una pandemia. Non lasciate che vi dicano che sanno quello che succederà, perché non lo sanno. La grande spinta che accelererà tutto questo è il desiderio di tutti voi di tornare a fare quello che facevate, dentro degli edifici che hanno aspettato il vostro ritorno, in posti che vi accoglieranno nuovamente quando sarà il momento giusto. Tutti voi volete tornare a fare il vostro lavoro. Non prestate attenzione ai vostri media perché loro non sono interessati a darvi speranza. Non vogliono altro che vendere i loro prodotti. Questo, miei cari, è qualcosa che come diranno alcuni non dovrebbe essere oggetto di una canalizzazione, che dovrebbe occuparsi di cose metafisiche. Vi dirò: questa è una cosa che riguarda la vita reale di oggi e la paura e l’ansia che non dovreste avere, o a cui non dovreste partecipare. Non avete bisogno di questo. Voi avete bisogno di speranza. Avete bisogno della verità e avete bisogno di vedere davvero le cose come sono realmente.

Siate fra coloro che dicono: «Un momento, aspettate un attimo [risatina di Kryon]. Siete stati voi a dirci di tenere i cani legati, non potete darci notizie in cui dite che non ci sono più cani in giro!» Il pianeta sta cominciando a uscire di casa, ci sarà molta folla, piena di gioia. Forse ci saranno anche festeggiamenti prima del tempo, semplicemente perché la gente è stanca di stare dentro casa senza incontrarsi, senza poter fare quello che ha sempre fatto, incontrarsi in posti belli mangiando buon cibo e riunirsi per strada, perfino nei paesi che non hanno alcuni di questi privilegi. Vogliono uscire, almeno per passeggiare nei parchi o in spiaggia. E così è e sarà, molto presto.

Siete alla vigilia dell’inizio di un ritorno al riavvio e le cose saranno diverse da quello che vi si dice.

Sono Kryon, innamorato dell’umanità. Tornerò.

E così è.