Kryon in Tasmania - l'Angelo del fare i bagagli - 1 dicembre 2018

Pubblicato il 6 January 2019

Kryon canalizzato da Lee Carroll tasmania1

Tour in Tasmania

27 novembre - 2 dicembre 2018

 

L'angelo del fare i bagagli

giorno 5

tradotto da Gabriella Campioni

revisione di Leonardo Luca

audio originale 

 

Saluti, miei cari, Io Sono Kryon del Servizio Magnetico.

L’abbiamo detto molte volte, ma alcuni di voi noteranno la rapidità con cui il mio partner entra nella canalizzazione. Non è sempre stato così e non lo è tuttora per molti. Ha a che vedere, miei cari, con l’atteggiamento che portate con voi: quanto siete vicini a quello che si potrebbe chiamare Sé Spirituale o Sé Superiore? Dovete chiedervi, quando meditate, quanto tempo vi occorre per entrare in un luogo che è di pace, o un luogo per il quale vi dite “Adesso sono in meditazione”. Più fate pratica, più è facile e alcuni ora possono sedersi ed essere immediatamente in quel bellissimo luogo di pace. Potreste dire che viene con la pratica; potreste dire che il mio partner è sempre pronto. Comunque sia, ora ci troviamo in un luogo stupendo in un parco, nel sole e con una dolce brezza, nella città di Sheffield, città di murales, in Tasmania. Ancora una volta ci viene donato un bellissimo clima soleggiato, per cui possiamo contemplare questo genere di cose spirituali in un luogo che lo promuove. Non avete davvero bisogno di pensarci troppo per essere in Gaia, nella Natura, neppure in un luogo che è stato allestito dagli Umani o preparato con l’erba, i tavoli e gli alberi piantati. È tuttora un luogo che risponde a Gaia.

Abbiamo parlato moltissime volte delle differenze tra gli Esseri Umani e i modi di rendere onore, e questo è ciò che voglio fare proprio ora. Non c’è titolo per questo particolare messaggio a parte il chiamarlo semplicemente ‘(modi di) onorare dell’umanità’. Perciò mettiamo un po’ di divertimento e di giravolte nelle leggende e nelle metafore. Siamo in un gruppo di poco più di 45 persone, ed è a questo particolare gruppo che mi rivolgo ora. Ognuno di voi ha uno specifico tipo di cose che fa per potersi supportare in un viaggio di più di 5 giorni, e ognuno di voi lo fa specificamente a modo proprio. Parliamo del modo in cui fate i bagagli (Kryon ride): ora, alcuni di voi condividono la stanza con altri, e non sono necessariamente persone che avete conosciuto in passato. Quindi, se non siete viaggiatori, spesso potreste notare una cosa: persone diverse fanno i bagagli in modi diversi. Ora, c’è l’’imballatore’ efficiente: questo sarebbe colui che sa sempre dove va ogni cosa; sarebbe colui che disfa solo una parte della sua valigia se si ferma una notte; se si ferma due notti, ne disfa un po’ di più; se si ferma tre notti, usa davvero i cassetti della stanza. Poi c’è quello che tira fuori sempre tutto e assolutamente ogni cosa andrà nella stanza, dappertutto nella stanza, perché l’unico modo che queste persone hanno per sapere che cos’hanno è vederlo realmente.

Ho appena presentato due modi diversi di fare i bagagli e potreste chiedere: “Beh, quale è davvero corretto?” E la risposta è: quello che funziona per l’individuo. E questo mostra il modo in cui persone diverse organizzano il proprio modo di pensare, il proprio modo di lavorare e come funziona il modo di onorare lo spirito e l’umanità insieme. Vi abbiamo detto in precedenza una cosa che è controversa: che ci sono strati di verità, che ci sono molti tipi di verità anziché una verità basilare che va bene per tutti. Questo va contro ciò che vi è stato insegnato - insegnato spiritualmente - poiché in tutto il pianeta la discussione verte su quale sia la verità corretta e quindi come uno dovrebbe tributare culti al profeta giusto, o magari quale sia il modo giusto per venerare persino il Dio Unico. Dunque, questa storiella sul fare i bagagli riguarda ciò.

Diciamo, essendo questo un tipo di ritiro spirituale, che vi presentiamo un magnifico e bellissimo angelo, e l’angelo lo chiameremo: ‘l’angelo del fare i bagagli’. E l’angelo, poi, vi radunerà e voi vi siederete ai piedi di questo Magnifico (Essere), e questo Magnifico (Essere) vi insegnerà il modo corretto di fare i bagagli. Subito ci saranno obiezioni: subito ci sarà chi dice “non m’interessa, faccio i bagagli a modo mio; e se mi dici qualcosa di diverso, non sarei io. Anche se sei un angelo spirituale (che viene) dritto dalla Sorgente Creatrice non m’interessa perché io faccio i bagagli a modo mio”. Questo è ciò che accadrebbe - conosco gli Umani! – ed è appropriato: ognuno di voi viene su questo pianeta con un insieme interamente diverso di esperienze, desideri, bisogni e modi di fare le cose, modi di pensare, anche modi di organizzarsi spiritualmente.

Non è meraviglioso che non ci sia un unico modo di avere la spiritualità che ognuno di voi porta con sé? Ve lo mostriamo anche se potreste avere un’esperienza multidimensionale; se un angelo ‘imballatore’ con una grande ‘I’ sul petto vi apparisse, ci sarebbe pur sempre chi (dice): “Nonostante sia un miracolo, non m’interessa, io faccio i bagagli a modo mio”.

Vi ho dato ciò per mostrarvi che lo Spirito comprende totalmente quanto siete diversi. In luoghi di natura come questo, in cui Gaia regna sovrana, ci sono moltissime cose da osservare e percepire: ognuno di voi selezionerà un modo diverso per relazionarsi (con esse). È bellissimo osservarvi mentre vi spostate e abbracciate un albero o semplicemente rimanete seduti dove siete. Qualcuno vorrà stare in piedi, qualcuno vorrà stare seduto, qualcuno vorrà meditare, qualcuno vorrà semplicemente staccare. E tutti voi sarete nel giusto. Non c’è un modo giusto o sbagliato di fare i bagagli, non c’è un modo giusto o sbagliato di onorare la Sorgente Creatrice e ciò che la relaziona a voi.

Non so se ci abbiate pensato, ma permettetemi di dipingervi un altro quadro. Qualcuno di voi in questo gruppo ha udito la bellissima storia di alcuni degli uomini più vigorosi in Australia, quelli che i tasmaniani chiamano ‘i pinieri’ ( nome di derivazione francese “le piniére, che significa colui che taglia i pini ). Costoro vennero più o meno in un altro secolo, trascorsero mesi e mesi in luoghi selvaggi che non erano neppure stati tracciati o mappati, e stettero lì tagliando pini; erano molto vigorosi e impersonavano il tasmaniano, l’australiano, il vigore. È un lignaggio bellissimo, è una storia deliziosa e qualcuno di voi dovrebbe ascoltare il loro modo di parlare, anche quando sono ottantenni, di com’erano le cose. Ora voglio che pensiate un attimo: quegli uomini sono in un luogo selvaggio e forse è il secondo di tre mesi; siedono insieme, magari la sera, con un piccolo fuoco creato da loro. Di che cosa parlano? (Kryon ride) Beh, naturalmente sarebbe la storia di Gaia, sarebbe il Sé Superiore, sarebbero i deva nella foresta, le fate, e voi direste: “Stai scherzando? Questi sono pinieri, ma dai!” E ciò vi porta a fare questa domanda: “Quale pensi che fosse la loro spiritualità? Erano uomini spirituali?” Ve lo dico perché c’ero: potrebbero non averne parlato con troppe parole, ma erano tutti molto consapevoli del Dio ‘dentro’. Non potete andare in quel tipo di Paese e vedere quello che vedete ogni singolo momento del giorno per mesi e mesi, e anni e anni, senza un credo forte, assolutamente forte, non solo in voi stessi, ma in un Potere Superiore. Essi portavano con sé la loro spiritualità in silenzio – silenzio! – e il loro silenzio in ciò faceva parte della loro forza. Ogni individuo porta in sé una propria idea di chi è, di che cosa c’è oltre e sa che cos’è sbagliato.

Una volta ho detto questo, in un altro continente, dissi: tutti gli scalatori di montagne credono in Dio. Parlai a uno (scalatore) appena dopo, egli sorrise e disse: “Questo era corretto. Noi tutti ci crediamo”. È un modo silenzioso di celebrare il Sé interiore, il sapere che venite dalle stelle.

Quindi lasciate questa canalizzazione, anche se andate a fare shopping, magari con un’idea che lo Spirito vi onora tutti per il vostro cammino di ricerca, sia che lo facciate in modo efficiente o sparpagliate tutto nella stanza.

E così è.